D’estate, portare il cane in trekking significa non solo cercare un bel panorama, ma soprattutto ombra, temperature accettabili e punti d’acqua lungo il tragitto. In Campania esistono percorsi che costeggiano fiumi e torrenti, attraversano boschi freschi, portano a cascate, sorgenti e gole o si sviluppano vicino a un lago, offrendo valide alternative alle escursioni più soleggiate e aride. Bisogna però verificare con attenzione la presenza dell’acqua, perché una cascata spettacolare in primavera rischia di essere quasi inesistente ad agosto. La selezione propone quindi trekking e passeggiate con il cane in Campania in cui l’acqua è davvero parte integrante dell’esperienza, prestando particolare attenzione alla praticabilità nei mesi estivi.
Come scegliere un percorso con acqua da fare con il cane
Scegliere un percorso con acqua per un trekking estivo con il cane ha senso, ma non basta vedere una cascata in una fotografia per considerarlo fresco e adatto. Prima di scegliere occorre valutare con attenzione la presenza effettiva dell’acqua durante i mesi caldi, l’ombra che il sentiero offre realmente, il tempo trascorso sotto il sole e il tipo di fondo su cui si cammina.
Un torrente che scorre per gran parte dell’itinerario può essere molto più utile di una cascata raggiunta dopo due ore su pietra assolata, mentre un tratto che sembra ombreggiato può rivelarsi faticoso a causa dell’umidità elevata, delle rocce scivolose o della scarsa circolazione d’aria. Bisogna anche accertarsi che l’acqua sia effettivamente raggiungibile lungo il sentiero, perché il permesso di transito per il cane non implica automaticamente quello di accesso all’acqua, soprattutto in oasi e aree protette.
Lago d’Averno
Il Lago d’Averno rappresenta una delle opzioni più semplici, nell’area napoletana, per fare una passeggiata con il cane vicino l’acqua, grazie al suo perimetro quasi pianeggiante di circa 2,8–3 km. Più che un trekking, è una passeggiata naturalistica che si adatta anche a cani meno allenati, a patto di affrontare il caldo con attenzione. Il bacino è presente tutto l’anno, ma il sentiero alterna zone d’ombra e tratti più esposti.
D’estate è meglio evitare le ore più calde, in particolare per i cani che hanno più difficoltà a smaltire il calore. Il fondo è semplice, con asfalto, sterrato e sentiero, e il dislivello è minimo. La vicinanza del lago non va intesa come una fonte d’acqua per il cane, perché la balneazione non ha una regolamentazione chiara e l’acqua del lago non è da considerare sicura per l’abbeverata.
Indirizzo Lago d’Averno, Pozzuoli
- Accesso del cane in acqua non risulta una regolamentazione ufficiale sufficientemente chiara, quindi non va dato per consentito
- Partenza e arrivo accesso al Lago d’Averno / giro completo del perimetro / ritorno al punto di partenza
- Tipologia anello
- Lunghezza circa 2,8–3 km
- Dislivello circa 20–40 m complessivi
- Quota massima circa 30–40 m
- Durata circa 45–60 minuti
- Difficoltà facile
- Fondo asfalto, sterrato e sentiero pianeggiante
- Ombra media, variabile lungo il perimetro
- Acqua lago presente stabilmente lungo tutto il percorso, non da considerare fonte sicura per l’abbeverata
- Cani ammessi sì

Cascate di Calabritto e Madonna del Fiume
Le Cascate di Calabritto sono una delle mete irpine più affascinanti per un’escursione con il cane legata all’acqua, poiché il territorio è attraversato dal rio Zagarone e dai suoi affluenti, che creano numerosi salti e cascate. Per chi preferisce un itinerario meno impegnativo, si può seguire il trekking verso la Cascata del Bard’natore e la Madonna del Fiume, segnalato dalla Provincia di Avellino con circa 6 km complessivi e classificazione escursionistica E. Il sentiero attraversa il bosco e conduce alla cascata, composta da più salti, ma l’avvicinamento alle sezioni superiori diventa più tecnico e non è da considerare adatto a ogni cane. La presenza dell’acqua rende la zona particolarmente gradevole in estate, anche se la portata delle cascate può diminuire nel corso della stagione. Prima di partire è quindi opportuno informarsi sulle condizioni del momento e non fidarsi delle foto scattate nei mesi più piovosi.
Indirizzo Località Ponticchio, Calabritto
- Partenza e arrivo imbocco del sentiero per la Cascata del Bard’natore / Madonna del Fiume / ritorno
- Tipologia andata e ritorno
- Lunghezza circa 6 km
- Dislivello circa 400 m secondo le tracce escursionistiche locali
- Quota massima circa 600 m nell’itinerario base
- Durata circa 2 ore e 30 minuti, variabile in base alle soste e alle deviazioni
- Difficoltà E, con deviazioni verso i salti della cascata più impegnative
- Fondo sentiero naturale, bosco, pietre e tratti prossimi ai corsi d’acqua
- Ombra buona per buona parte del percorso boschivo
- Acqua rio Zagarone, affluenti e Cascata del Bard’natore. La presenza dei corsi d’acqua è documentata, mentre la portata estiva può variare
- Cani ammessi sì

Lago Laceno e Sorgente Tronola
Il Lago Laceno, sull’altopiano di Bagnoli Irpino, offre una passeggiata semplice intorno allo specchio d’acqua, con tratti nel bosco e sorgenti lungo il percorso. Il Sentiero del Lago è descritto dalla Provincia di Avellino come facile e adatto a tutti, con una durata indicativa di 2–3 ore, mentre l’altopiano si trova a circa 1.100 metri di quota, un dato che in estate può rendere l’uscita più sopportabile rispetto ai percorsi di pianura nelle ore più calde. Per il cane resta comunque necessario valutare temperatura, umidità, fondo e durata reale, perché quota e acqua non trasformano automaticamente una passeggiata estiva in un ambiente fresco. La zona è interessante anche per la presenza della Sorgente Tronola, ma la potabilità dell’acqua naturale non risulta certificata, quindi l’acqua da bere va portata comunque da casa.
Indirizzo Altopiano del Laceno, Bagnoli Irpino
- Partenza e arrivo area del Lago Laceno / percorso intorno allo specchio d’acqua / ritorno al punto di partenza
- Tipologia anello
- Lunghezza circa 8 km nelle tracce locali del giro del lago
- Dislivello contenuto, circa 80–100 m complessivi
- Quota massima circa 1.100–1.200 m
- Durata circa 2–3 ore
- Difficoltà facile
- Fondo sentiero naturale, sterrato, tratti erbosi e zone boschive
- Ombra buona in diversi tratti boschivi, più ridotta nelle zone aperte dell’altopiano
- Acqua Lago Laceno, sorgenti e area della Sorgente Tronola. La presenza dell’acqua è documentata, mentre la potabilità non risulta certificata
- Cani ammessi sì

Oasi WWF Lago di Conza
L’Oasi WWF Lago di Conza propone un’esperienza differente rispetto ai classici itinerari irpini, offrendo una camminata quasi completamente in piano all’interno di una vasta zona umida che si affaccia sul lago, con sentieri agibili, aree di osservazione e habitat popolati da molte specie di uccelli. Secondo quanto riportato dal Comune, l’oasi è aperta a singoli e gruppi, e una guida specializzata in viaggi con animali conferma che è possibile percorrerla con il cane al guinzaglio. Il punto di forza per un’escursione estiva è la facilità del terreno e l’assenza di salite impegnative, ma lo specchio d’acqua non va considerato come un’area in cui far bagnare il cane. Trattandosi di una Zona di Protezione Speciale ricca di fauna selvatica, il guinzaglio è utile anche per prevenire inseguimenti, avvicinamenti indesiderati e disturbo nelle aree di sosta e alimentazione.
Indirizzo: Contrada Pescara snc, 83040 Conza della Campania, Avellino
- Partenza e arrivo: Centro Visite dell’Oasi WWF Lago di Conza / sentieri interni dell’oasi / ritorno al Centro Visite
- Tipologia: passeggiata naturalistica su percorsi interni
- Lunghezza: non specificata in modo univoco dalle fonti ufficiali consultate
- Dislivello: minimo
- Quota massima: non specificata dalle fonti ufficiali consultate
- Durata: variabile in base al percorso scelto e alle soste nei punti di osservazione
- Difficoltà: facile
- Fondo: sentieri pianeggianti e accessibili, descritti dal Comune come privi di ostacoli e percorribili anche con carrozzine
- Ombra: variabile tra zone aperte, prato naturale e bosco igrofilo
- Acqua: Lago di Conza, bacino artificiale formato dallo sbarramento del fiume Ofanto, con presenza stabile dello specchio d’acqua
- Cani ammessi: sì
- Accesso del cane in acqua: non risulta autorizzato esplicitamente dalle fonti ufficiali consultate, quindi non va considerato consentito
- Accesso all’oasi: domenica e festivi dalle 10 alle 18, mentre gruppi e scolaresche possono accedere negli altri giorni su prenotazione secondo le informazioni comunali attualmente pubblicate
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.

Forre di Lavello
Le Forre di Lavello, situate tra Cusano Mutri e Civitella Licinio, seguono il corso del fiume Titerno all’interno di un canyon scavato nella roccia calcarea, con bosco, grotte, ponticelli e numerosi tratti a ridosso dell’acqua. L’itinerario è adattabile, con varianti brevi di circa 2 km e percorsi più estesi che superano i 5 km, mentre il terreno si compone di sterrato, pietre, radici e zone umide. Con il cane occorre fare attenzione alle rocce scivolose, ai ponti in legno e ai punti esposti sul torrente, poiché un ambiente fresco non significa automaticamente un cammino semplice. In estate la presenza del Titerno rende l’esperienza molto più gradevole rispetto a un sentiero asciutto, ma in caso di piogge intense il fondo può diventare insidioso e il livello dell’acqua può alterare alcuni passaggi.
Indirizzo: Strada tra Civitella Licinio e Cusano Mutri, accesso alle Forre di Lavello
- Partenza e arrivo: accesso alle Forre di Lavello / sentiero lungo il Titerno / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: andata e ritorno oppure anello, in base alla variante scelta
- Lunghezza: circa 2 km nel percorso breve, fino a circa 5 km nelle varianti più complete
- Dislivello: variabile, circa 300–370 m nelle tracce ad anello più lunghe
- Quota massima: circa 470 m nelle varianti più estese
- Durata: circa 2 ore nel percorso breve, fino a circa 3 ore nelle varianti più lunghe
- Difficoltà: facile nel percorso base, media nelle varianti con maggiore dislivello e fondo tecnico
- Fondo: sterrato, pietre, radici, ponticelli in legno e tratti umidi vicino al torrente
- Ombra: buona per gran parte del percorso grazie alla copertura boschiva
- Acqua: fiume Titerno presente lungo buona parte dell’itinerario, con gole, pozze e tratti ravvicinati al corso d’acqua
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.
- Cani ammessi: sì

Parco del Grassano
Il Parco del Grassano, a San Salvatore Telesino, è una meta molto diversa dalle Forre di Lavello: qui il valore principale non è l’impegno del sentiero, ma la possibilità di camminare lungo un fiume di origine sorgiva, tra vegetazione rigogliosa, zone d’ombra e aree attrezzate. Il percorso è semplice e pianeggiante, quindi si adatta bene anche a cani con poca dimestichezza su terreni tecnici, purché si gestiscano con cura orari, presenza di visitatori e stimoli dell’ambiente. D’estate l’acqua e la copertura arborea rendono l’area più piacevole rispetto a molti sentieri esposti, ma questo non significa che si possa lasciare il cane libero o farlo entrare nel fiume.
Il regolamento ufficiale consente l’accesso con cane al guinzaglio e prevede l’obbligo di rimuovere le deiezioni, mentre la balneazione nel Grassano è vietata anche agli animali. Dal punto di vista organizzativo, si tratta quindi di una passeggiata fresca e accessibile in riva all’acqua, non di un luogo per far nuotare il cane.
Indirizzo: Via Grassano 1, San Salvatore Telesino
- Partenza e arrivo: ingresso del Parco del Grassano / percorso interno lungo il fiume / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: passeggiata naturalistica su percorso interno
- Lunghezza: variabile in base al giro scelto all’interno del parco
- Dislivello: minimo
- Quota massima: non rilevante ai fini del percorso
- Durata: variabile, generalmente modulabile in base alle soste e al percorso scelto
- Difficoltà: facile
- Fondo: sentieri pianeggianti, sterrato e tratti erbosi
- Ombra: buona per gran parte del percorso grazie alla vegetazione ripariale
- Acqua: fiume Grassano e sorgenti presenti stabilmente nell’area
- Modalità di accesso e costi: ingresso gratuito per la semplice passeggiata, con possibilità di prenotare l’accesso e i servizi del parco. Area picnic, canoe, ristorazione e altre attività sono a pagamento, con tariffe e condizioni da verificare prima della visita.
- Cani ammessi: sì

Cipresseta di Fontegreca e Valle del Sava
La Cipresseta di Fontegreca occupa il Bosco degli Zappini e si spinge fino alla valle del fiume Sava, dove il corso d’acqua scorre in una gola calcarea e mantiene l’ambiente piuttosto umido e ombreggiato. La Regione Campania indica una superficie forestale di circa 70 ettari, mentre il Comune segnala che l’accesso alla cipresseta è libero e che il collegamento con la valle del Sava è percorribile. In estate, la combinazione tra alberi fitti, acqua corrente e la libertà di scegliere quanto camminare rende il luogo particolarmente adatto a un’uscita con il cane, senza l’obbligo di affrontare un tragitto prestabilito. Attenzione però al terreno, che vicino al fiume può essere sconnesso e sdrucciolevole. Per cani poco pratici di superfici irregolari è meglio valutare con calma il tratto da percorrere prima di allungare il giro.
Indirizzo: Bosco degli Zappini, Fontegreca
- Partenza e arrivo: accesso alla Cipresseta di Fontegreca / Valle del Sava / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: andata e ritorno, con possibilità di modulare la lunghezza
- Lunghezza: variabile in base al tratto percorso
- Dislivello: variabile, con pendenze più marcate nei versanti della valle
- Quota massima: circa 650 m nelle zone più alte della cipresseta
- Durata: variabile in base alla distanza scelta
- Difficoltà: facile o media in base alla variante e al fondo
- Fondo: sentiero naturale, terra, pietre, radici e tratti prossimi al fiume
- Ombra: molto buona grazie alla copertura della cipresseta
- Acqua: fiume Sava presente nella vallata, con tratti di acqua corrente e piccoli salti naturali
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.
- Cani ammessi: sì

Valle del Lete
La Valle del Lete, raggiungibile da Prata Sannita, rappresenta una delle escursioni più suggestive del casertano per chi cerca un itinerario estivo in cui il cane si muova a ridosso di acqua viva, salti d’acqua e piccole vasche naturali. Il tracciato costeggia il fiume Lete attraversando zone boscose, sentieri naturali e brevi attraversamenti, mantenendo un clima generalmente più fresco rispetto ai percorsi in pieno sole. La presenza del fiume, però, non basta a garantire un cammino semplice: in caso di piogge il fondo diventa scivoloso e i guadi richiedono cautela, specie con cani che non hanno dimestichezza con le pietre bagnate. Il percorso si presta a essere accorciato a piacere, un aspetto comodo d’estate se si desidera ridurre il tragitto senza perdere i tratti più belli della vallata.
Indirizzo: Area del Ponte Medievale, Prata Sannita
- Partenza e arrivo: Ponte Medievale di Prata Sannita / sentiero lungo il Lete / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: andata e ritorno, con possibilità di modulare il percorso
- Lunghezza: circa 6–7 km nelle tracce locali più complete
- Dislivello: contenuto, variabile in base alla variante scelta
- Quota massima: non specificata in modo univoco dalle fonti consultate
- Durata: circa 2–3 ore, variabile in base alle soste e ai tratti percorsi
- Difficoltà: facile o media in base al fondo e alla presenza di piccoli guadi
- Fondo: sentiero naturale, pietre, radici, tratti umidi e piccoli attraversamenti d’acqua
- Ombra: buona per gran parte del percorso grazie alla vegetazione della valle
- Acqua: fiume Lete presente lungo il tragitto, con cascatelle, pozze e piccoli guadi
- Cani ammessi: sì

Cascata di Conca della Campania e Sentiero dei Mulini
Per raggiungere la Cascata di Conca della Campania si percorre il Sentiero dei Mulini, un tracciato breve che costeggia il Rivo di Conca in mezzo a vegetazione, resti di antichi opifici e piccoli ponti. La lunghezza ufficiale indicata dal territorio è di circa 800 metri, con partenza dalla Casa del Mugnaio e arrivo alla cascata, quindi si tratta più di una piacevole camminata che di un vero trekking. Per il cane, il valore aggiunto è la vicinanza costante all’acqua e la libertà di scegliere quanto proseguire, mentre il vero limite è la portata del Rivo di Conca, che in piena estate può calare in modo significativo. In un articolo pensato per le gite estive, questa meta è senz’altro interessante ma va controllata prima di mettersi in cammino, senza dare per scontato che la cascata sia sempre altrettanto ricca d’acqua. Il Comune precisa che l’accesso è gratuito, sempre aperto e non richiede prenotazione.
Indirizzo: Via Roma 50, Conca della Campania, accesso dalla Casa del Mugnaio
- Partenza e arrivo: Casa del Mugnaio / Sentiero dei Mulini / Cascata di Conca / ritorno
- Tipologia: andata e ritorno
- Lunghezza: circa 800 metri per il sentiero principale
- Dislivello: circa 70–100 m
- Quota massima: circa 420 m nell’area del borgo
- Durata: circa 30–60 minuti complessivi, variabile con le soste
- Difficoltà: facile
- Fondo: sentiero naturale, pietre, piccoli ponti e tratti umidi vicino al Rivo di Conca
- Ombra: buona per buona parte del percorso grazie alla vegetazione della forra
- Acqua: Rivo di Conca e cascata finale, con portata variabile nei periodi siccitosi
- Cani ammessi: sì

Lago Matese
Il Lago Matese, nei pressi di San Gregorio Matese, propone un’esperienza diversa rispetto ai sentieri lungo i fiumi della zona, con un ambiente aperto e panoramico dove l’acqua è sempre visibile e il massiccio montuoso fa da cornice. La circumnavigazione del lago supera i 14 km, quindi non si tratta di una semplice camminata nonostante il dislivello sia modesto. Per il cane, gli elementi da tenere in considerazione sono la durata dell’uscita, l’esposizione solare, il vento e la presenza di ombra, che lungo le rive non è costante. L’area è tutelata perché rientra nel Parco Nazionale del Matese, istituito nel 2025, e ospita una ricca fauna, per cui il guinzaglio è essenziale per evitare disturbi a uccelli, animali domestici al pascolo e specie selvatiche. L’altitudine rende la zona più fresca rispetto alle pianure, ma non bisogna dare per scontato che il lago sia un luogo adatto per far bere o bagnare il cane.
Indirizzo: Lago Matese, San Gregorio Matese, Caserta
- Partenza e arrivo: area del Lago Matese / giro delle sponde / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: anello
- Lunghezza: circa 14 km per il giro completo del lago
- Dislivello: circa 130 m complessivi
- Quota massima: circa 1.050 m nell’area lacustre
- Durata: circa 3 ore e 45 minuti per il giro completo
- Difficoltà: media soprattutto per lunghezza ed esposizione
- Fondo: sterrato, sentieri, tratti erbosi e strade rurali
- Ombra: scarsa o discontinua lungo diversi settori delle sponde
- Acqua: lago carsico permanente, presente lungo gran parte dell’itinerario
- Cani ammessi: sì

Gole del Calore
A Felitto, le Gole del Calore rappresentano una delle escursioni più complete per chi desidera un trekking con il cane a stretto contatto con l’acqua: l’itinerario si snoda lungo il fiume Calore, tra pareti rocciose, boschi, ponti e punti in cui il sentiero rasenta la gola. Il Comune segnala un tracciato di circa 8 km fra andata e ritorno, con una durata stimata di 4–5 ore e quota massima intorno ai 700 metri, ma esistono varianti più corte che consentono di accorciare il percorso e ridurre notevolmente l’impegno. Portando il cane, bisogna mettere in conto un terreno irregolare e spesso bagnato: rocce, radici e passaggi stretti richiedono una certa agilità e diventano più faticosi in caso di pioggia. D’estate il clima all’interno della gola rimane piuttosto gradevole, grazie all’acqua e alla vegetazione che scherma il sole, ma nelle ore più calde è meglio partire al mattino presto, dato che l’intero itinerario richiede diverse ore e il ritorno rischia di cadere nel pieno del caldo.
Indirizzo: Località Remolino, Felitto
- Partenza e arrivo: Oasi di Remolino / sentiero lungo le Gole del Calore / ritorno al punto di partenza
- Tipologia: andata e ritorno
- Lunghezza: circa 8 km per il percorso indicato dal Comune
- Dislivello: circa 240–400 m in base alla variante scelta
- Quota massima: circa 700 m secondo la scheda comunale
- Durata: circa 4–5 ore per il percorso completo
- Difficoltà: escursionistica, con tratti più impegnativi per fondo e pendenza
- Fondo: sentiero naturale, rocce, radici, tratti umidi e passaggi ravvicinati al fiume
- Ombra: buona per gran parte dell’itinerario grazie alla vegetazione della gola
- Acqua: fiume Calore presente lungo il percorso, con gole, pozze e tratti facilmente visibili dal sentiero
- Cani ammessi: sì

Gole del Sammaro
Le Gole del Sammaro, nel comune di Sacco, offrono la possibilità di percorrere uno dei corsi d’acqua più suggestivi del Cilento interno, incassato tra pareti rocciose, folta vegetazione e piccoli ponti in legno. Il fiume Sammaro ha origine proprio in questa zona e accompagna il tratto conclusivo dell’itinerario con acque limpide e correnti, mentre il sentiero si mantiene piuttosto breve e agevole rispetto ad altri percorsi della zona. Va segnalata però una limitazione importante: da luglio 2026 l’area attorno alla grotta della sorgente è chiusa per verifiche geologiche, mentre il percorso naturalistico che costeggia il fiume resta praticabile. Per una gita estiva con il cane rimane una scelta valida, grazie alla combinazione di acqua viva, verde e tragitto contenuto, ma senza progettare l’escursione con l’obiettivo di arrivare fino al punto di origine della sorgente.
Indirizzo: area Sorgenti del Sammaro, Sacco, Salerno
- Partenza e arrivo: accesso al sentiero delle Gole del Sammaro / tratto naturalistico lungo il fiume / ritorno
- Tipologia: andata e ritorno
- Lunghezza: circa 2,5 km nel percorso breve
- Dislivello: contenuto nel percorso base
- Quota massima: circa 550 m nelle varianti locali più estese
- Durata: circa 1 ora per il percorso breve
- Difficoltà: facile, con attenzione ai tratti umidi e alla vegetazione più fitta
- Fondo: sentiero naturale, tratti asfaltati, pietre, terra e piccoli ponticelli in legno
- Ombra: buona per gran parte dell’itinerario grazie alla vegetazione della gola
- Acqua: fiume Sammaro presente lungo il tratto finale del percorso, con acqua sorgiva e corrente
- Cani ammessi: sì
- Limitazioni attuali: area della grotta sorgiva interdetta da luglio 2026, mentre il sentiero naturalistico lungo il Sammaro resta aperto

Oasi Naturalistica Capelli di Venere
L’Oasi Naturalistica Capelli di Venere, che si trova a Casaletto Spartano, è una delle destinazioni più indicate per una gita estiva con il cane perché in uno spazio contenuto offre sorgenti, un corso d’acqua, una cascata e vegetazione fitta, senza necessità di affrontare percorsi lunghi o faticosi. L’area include il Sorgitore, il Rio di Casaletto, la cascata e vari sentieri, quindi l’acqua non è solo il traguardo finale ma accompagna l’intera visita. Per chi porta il cane, c’è però una norma chiara da sapere. Il regolamento comunale permette l’ingresso ai cani con guinzaglio di lunghezza massima 1,50 metri, ma vieta esplicitamente la balneazione degli animali sia nel rio che nelle sorgenti. Meglio quindi considerare l’uscita come una camminata fresca in riva all’acqua, e non come un’opportunità per far immergere il cane.
Indirizzo: SP16, Area Capello, Casaletto Spartano, Salerno
- Partenza e arrivo: parcheggio dell’Area Capello / sentieri dell’oasi e Cascata Capelli di Venere / ritorno
- Tipologia: passeggiata naturalistica con possibilità di seguire diversi sentieri interni
- Lunghezza: variabile in base al percorso scelto all’interno dell’area
- Dislivello: contenuto nei percorsi principali
- Quota massima: non specificata in modo univoco nelle fonti consultate
- Durata: variabile in base al sentiero e alle soste
- Difficoltà: facile nei percorsi principali, con attenzione ai tratti umidi vicino al rio
- Fondo: sentiero naturale, pietra, terra e tratti che possono risultare bagnati
- Ombra: buona grazie alla vegetazione che accompagna il corso d’acqua
- Acqua: Sorgitore, Rio di Casaletto, sorgenti e Cascata Capelli di Venere
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.
- Cani ammessi: sì, con guinzaglio non superiore a 1,50 metri secondo il regolamento comunale

Valle delle Ferriere
La Valle delle Ferriere, compresa tra Scala e Amalfi, è uno dei percorsi più caratteristici della Costiera Amalfitana per chi cerca un itinerario a stretto contatto con ruscelli, cascate e ambienti umidi, in netto contrasto con i sentieri più aperti e soleggiati dei Monti Lattari. Il tracciato principale parte da Pontone di Scala, scende nella valle, costeggia il Rio Canneto e può spingersi fino ad Amalfi, per una lunghezza di circa 7 km e difficoltà escursionistica E secondo le indicazioni locali. Portando il cane, la vera attenzione non va tanto alla distanza, quanto al confine tra il sentiero escursionistico e l’ingresso alla Riserva Naturale Orientata, che prevede regole precise, con prenotazione obbligatoria e pagamento di un biglietto. Dalle comunicazioni ufficiali della Riserva non emergono indicazioni chiare sulla presenza dei cani, quindi la zona più protetta non è da considerare automaticamente accessibile con l’animale. Per un’uscita estiva resta comunque una meta molto valida, grazie all’ombra e all’acqua che caratterizzano gran parte del cammino, ma senza confondere il percorso della valle con le aree soggette a vincoli più stretti.
Indirizzo: Piazza San Giovanni, Pontone di Scala, Salerno
- Partenza e arrivo: Pontone di Scala / Valle delle Ferriere / Amalfi oppure ritorno verso Scala
- Tipologia: traversata oppure andata e ritorno, in base alla variante scelta
- Lunghezza: circa 7 km nel percorso Pontone–Valle delle Ferriere–Amalfi
- Dislivello: circa 380 m positivi e 630 m negativi nella traversata verso Amalfi
- Quota massima: circa 450–500 m
- Durata: circa 4 ore
- Difficoltà: E, escursionistica
- Fondo: sentiero naturale, gradini, pietre, tratti umidi e zone vicine al corso d’acqua
- Ombra: buona nella parte interna della valle, più ridotta nei tratti di avvicinamento
- Acqua: Rio Canneto, ruscelli e cascate presenti lungo la valle
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.
- Cani ammessi: sì sui sentieri esterni alla Riserva, non ammessi all’interno della Riserva Naturale Orientata Valle delle Ferriere.
- Accesso del cane in acqua: non risulta una regolamentazione ufficiale che autorizzi la balneazione
- Accesso alla Riserva: consentito solo con prenotazione e biglietto secondo le regole ufficiali di fruizione

Oasi WWF Grotte del Bussento
A Morigerati, l’Oasi WWF Grotte del Bussento è un luogo dove il fiume la fa da padrone: il percorso accompagna i visitatori fino alla risorgenza del Bussento, dove l’acqua torna in superficie dopo un viaggio sotterraneo nel cuore carsico del Cilento. Il sentiero parte dal paese e scende nel fondovalle attraversando boschi, sorgenti, piccole cascate e un mulino antico, per cui l’acqua è una presenza costante che rende l’escursione particolarmente gradevole d’estate. Attenzione però alla discesa iniziale, ai gradini, al terreno che può essere bagnato e soprattutto alla risalita finale: un ambiente fresco non vuol dire che sia anche leggero. Per chi porta il cane, niente dubbi: le esperienze raccontate da diversi visitatori confermano che l’ingresso è consentito, con l’animale al guinzaglio.
Indirizzo: Oasi WWF Grotte del Bussento, Morigerati, Salerno
- Partenza e arrivo: borgo di Morigerati / sentiero dell’oasi / risorgenza del Bussento / ritorno
- Tipologia: andata e ritorno
- Lunghezza: circa 3 km complessivi per il percorso di visita
- Dislivello: circa 150–200 m, concentrato soprattutto nella discesa verso il fondovalle e nella successiva risalita
- Quota massima: circa 270 m nell’area del borgo di Morigerati
- Durata: circa 2 ore, variabile in base alle soste
- Difficoltà: facile o media, soprattutto per gradini, fondo umido e risalita finale
- Fondo: sentiero naturale, gradini in pietra, passerelle e tratti umidi vicino al corso d’acqua
- Ombra: buona nella parte interna dell’oasi grazie alla vegetazione del fondovalle
- Acqua: fiume Bussento, risorgenza carsica, sorgenti e piccoli salti d’acqua presenti lungo il percorso
- Modalità di accesso e costi: ingresso a pagamento, con ticket individuale e accesso regolamentato.
- Cani ammessi: sì

Cosa portare durante un trekking estivo vicino all’acqua
Anche quando il sentiero costeggia un fiume o porta a una cascata, non si può pensare di alleggerire l’equipaggiamento per il cane. La scorta d’acqua personale è sempre necessaria, perché non tutti i corsi d’acqua offrono acqua sicura da bere e in alcune zone l’accesso degli animali al fiume è vietato. D’estate servono anche una pettorina ben regolata, un guinzaglio che si lasci gestire bene nei passaggi stretti e una ciotola leggera, mentre sui percorsi con rocce, guadi o fondo abrasivo è meglio avere a portata di mano il necessario per trattare eventuali tagli o abrasioni ai cuscinetti. Prima di uscire, è bene rivedere lunghezza, dislivello, ombreggiatura e possibilità di tornare indietro: l’attrezzatura aiuta, ma non trasforma un itinerario sbagliato in una scelta sensata.
Nelle uscite estive può essere utile anche un gilet refrigerante per cani, specialmente nei tratti esposti o durante le pause, purché lo si consideri un aiuto e non una soluzione definitiva contro il caldo. Quelli a raffreddamento evaporativo vanno bagnati prima di essere indossati e sfruttano l’evaporazione dell’acqua per favorire lo smaltimento del calore. L’efficacia cala però con umidità alta e il tessuto va inumidito di nuovo quando si asciuga, quindi durante un’escursione in riva all’acqua può essere comodo riattivarlo lungo il tragitto, se l’accesso è consentito. Bisogna anche considerare la tolleranza del singolo cane: uno non abituato a indumenti tecnici potrebbe percepire il gilet come un fastidio più che come un beneficio.
Per un’uscita estiva vicino all’acqua, è meglio portare almeno:
- Acqua potabile: in quantità adeguata alla durata del percorso, senza contare su fiumi, laghi o sorgenti.
- Ciotola pieghevole: leggera e subito accessibile, per offrire acqua durante le soste senza aspettare la fine.
- Pettorina da trekking: stabile e ben regolata, specialmente in discesa o su rocce dove serve più controllo.
- Guinzaglio: comodo per lasciare libertà di movimento ma efficace nei tratti stretti, sulle passerelle o vicino alla fauna.
- Gilet refrigerante: utile come supporto alla termoregolazione d’estate, soprattutto nelle zone esposte, tenendo presente che va mantenuto umido e che non sostituisce ombra, acqua e scelta giusta degli orari.
- Museruola: da avere sempre con sé, soprattutto in aree pubbliche o soggette a regole specifiche.
- Sacchetti per le deiezioni: obbligatori anche su sentieri naturali e in luoghi apparentemente isolati.
- Kit di primo soccorso: utile per abrasioni, tagli, problemi ai cuscinetti da pietre o rami, e punture di vespe o api.
Vicino all’acqua bisogna fare attenzione anche a zampe e modo di camminare: un cane può continuare ad andare avanti anche se ha già iniziato a scivolare, a modificare l’appoggio o a stancarsi sui tratti bagnati. Fermarsi di tanto in tanto permette di valutare respiro, recupero, coordinazione e voglia di proseguire, senza affidarsi solo ai chilometri previsti per decidere quando fermarsi. Se il piano era di fare otto chilometri ma dopo quattro il cane recupera con lentezza e perde scioltezza nei movimenti, completare l’anello per rispettare la traccia non aggiunge niente di buono all’uscita. Il percorso va adattato al cane che si ha davanti in quel momento, non alla distanza memorizzata sul telefono.

